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Canale di Sicilia 17 luglio 09
Paola ed io mai ci potremo dimenticare il 16 luglio: abbiamo avuto un incontro molto riavvicinato con una enorme Manta.
Ci trovavamo al largo dell’isola di Pantelleria in una di quelle giornate dove il mare non si distingue dal cielo tanto piatto e liscio.Ogni minima increspatura in questi casi rivela una sorpresa. Già avevamo avvistato una decina di tartarughe che sornione si inabissavano lentamente al nostro arrivo nel blu cobalto seguite da branchi di pesci pilota o in un caso da una ignara cernia di profondità. I delfini già ci avevano scortato per lunghi tratti e nugoli di gabbiani in frenesia ci rivelavano mangianze di pesci azzurri attaccati da sotto da famelici tonnetti. A un tratto un balzo seguito a poco da un secondo di qualcosa mai visto. Un "qualcosa di grande", grandissimo , uscito dall’acqua a 200 metri di distanza dalla nostra barca Gli occhi sbarrati per non perdere il punto, le braccia protese e il respiro contratto quasi a scongiurare di rivedere l’accaduto. Il tutto è stato troppo fulmineo nella vastità a 360 gradi del mare. Giriamo sul punto, e già si incrociavano le supposizioni. Una coda di balena? Un cetaceo esibizionista? Un… no non potevo crederci anche se la forma mi era parsa romboidale.

Poi niente, il blu intenso, tutto uniforme, non una increspatura non un moto. Nulla. E’ enorme questo mare, solo in certi momenti ce ne rendiamo conto. Passano le ore e spendiamo una bellissima giornata al Banco Pantelleria… veramente in mezzo al Canale di Sicilia. Sul ritorno, già non ci pensavamo più. Poi all’improvviso circa nello stesso punto dell’avvistamento della mattina, a prua di nuovo un volo; è una Manta, si la abbiamo vista bene! Come un aquilone si è staccata dal mare e ricadendo ha sollevato spruzzi e schizzi da primato. Arriviamo con all’abbrivio della barca sul punto, spegniamo il motore e nell’incredulità più completa eccola che ci viene incontro, passa sotto il nostro guscio di noce volteggiando leggera, nerissima sopra e bianco candido sotto. E’ la prima cosa che colpisce. Passa ancora, gira intorno, sfiora la superfice, cabra sulle ali, si volta e torna. Via non è possibile perdersi un occasione così, ci stà chiamando, vuole fare la nostra amicizia. Infilo la maschera e sprono Paola e buttarsi con me. Eccoci in acqua tutti e tre. La Manta ci ringrazia venendoci incontro, vicina, vicinissima, la possiamo toccare… Non è un sogno! Ha una coda lunghissima il doppio della sua apertura d’ali che sfiora i 4 metri. Gli occhi ai margini delle appendici labiali ci scrutano intelligenti, noi un po’ impacciati e non nascondo riverenti abbiamo i nostri occhi tanto grandi che sembrano voler uscire dalla maschera. Una simpaticissima pinnetta sul dorso all’attaccatura della coda è crestata di bianco il che spicca curiosa sul nero intenso della livrea. Immagazziniamo assetati tutti i possibili dettagli che ci colpiscono consci che possibilità come queste avvengono raramente nella vita. Chissa se Lei, la Manta,starà pensando lo stesso….. Ormai è diventata una della famiglia e già oggi son uscito a mare nello stesso punto perché mi mancava… mi è parso di vedere un gran schiamazzio di schiume… Voglio pensare che sarà stata lei che ci ha riconosciuto e ci salutava per l’ultima volta.
Alberto e Paola Zaccagni
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